Catene

Regolarmente vivo delle epoche che io chiamo catene, che si accrescono, raggiungono un apice e poi collassano in se stesse. Generalmente le catene, durano a lungo, anche anni. Iniziano prendendo forma su abitudini o azioni che svolgo abitudinariamente, in principio non ne ho coscienza, poi mi rendo conto che sto diventando abile nel compiere un certo tipo di lavoro, o in un modo di relazionarmi con le persone, nel persuaderle.

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Al volante

Lo stereo dell’auto trasmette una vecchia canzone degli anni ottanta che mi riporta alle immagini televisive di Mike Buongiorno che grida allegriaaa. Gli anni ottanta sono stati pervasi da musica commerciale, dall’esplosione di programmi televisivi edulcorati dallo sfarzo più assoluto ma anche da un desiderio, anabolizzato di avventura, dalla musica che all’epoca sfondava nelle hit settimanali…

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Ecco il perché del Kettlbell Lifting

Un uomo della mia età può decidere di fare molte cose è questo che penso quando sto con le mani in tasca e mi guardo intorno con lo sguardo da ebete fermo ad un angolo del centro immerso nell’unico raggio di sole di un autunno anticipato ma in fondo non è poi così vero, posso solo fare ciò che mi è concesso ma sento che ho ancora qualcosa da spendere in termini di emozioni, posso ancora guardare la vita con la smorfia di quando ballo un brano rock degli anni ottanta e dirgli “guardami tu mi hai messo il piede sul collo tante volte cara puttana ed hai sempre vinto tu ma io mi rialzo e continuo a ballare come un folle, scoordinato ma pieno di folle energia”. Ed allora cosa può fare un treeclimber per far si che la forza di gravità e le intemperie non lo schiaccino e non lo consumino?? Deve tenersi in forma deve continuare a ballare.

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Davvero pensate che gli alberi desiderino essere abbracciati?

La foresta è l’opposto della civiltà è il luogo, dove l’uomo non abita non vive e dove non ha mai vissuto è l’esatto contrario della città. A metà strada tra la foresta e la città vi sono i boschi. I boschi sono allevamenti. Di foreste vere, primarie, in Italia vi è rimasto ben poco, vi sono però boschi antichi, in altre parole coltivazioni di alberi abbandonate da quasi un secolo o più dove gli alberi hanno ripreso i loro spazi e le loro proporzioni, proprio grazie al fatto che l’uomo si è dimenticato di loro.
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